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Messaggi del giorno
PAROLE DEL SANTO PAPA SAN GIOVANNI PAOLO II (Lc 2,22-40)
Ricevuto
«La liturgia odierna ripresenta e riattualizza un “mistero” della vita di Cristo: nel Tempio, centro religioso della nazione ebraica, nel quale venivano continuamente sacrificati animali per essere offerti a Dio, fa il suo primo ingresso, umile e modesto, Colui il quale, secondo la profezia di Malachia, dovrà sedere “per fondere e purificare” (Ml 3,3), in particolare le persone consacrate al culto ed al servizio di Dio. (…) Il salmista, antiveggendo tale venuta, esclama pieno di entusiasmo, rivolgendosi al Tempio stesso: “Sollevate, porte, i vostri frontali, / alzatevi, porte antiche, / ed entri il re della gloria. / Chi è questo re della gloria? / Il Signore forte e potente, / il Signore potente in battaglia /...Il Signore degli eserciti è il re della gloria” (Sal 24,7-10). Ma il “re della gloria” è, ora, un piccolo neonato di quaranta giorni, che viene portato al Tempio per essere offerto a Dio, secondo la prescrizione della legge di Mosè. Chi è in realtà questo neonato? La risposta a tale domanda, fondamentale per la storia del mondo e dell’umanità, è data profeticamente dal vecchio Simeone, che, stringendo il bambino tra le braccia, vede ed intuisce in lui “la salvezza” di Dio, la “luce per illuminare le genti”, la “gloria” del popolo Israele, la “rovina e la risurrezione di molti in Israele”, il “segno di contraddizione”. Tutto questo è quel bimbo, che, pur essendo il “re della gloria”, il “Signore del Tempio”, vi entra per la prima volta, nel silenzio, nel nascondimento e nella fragilità della natura umana». (San Giovanni Paolo II - Omelia nella Santa Messa per i religiosi e le religiose nella Festa della Presentazione del Signore , 2 febbraio 1981)